Dipingere ombre

“Dipingere ombre è un modo indiretto di guardare il mondo”.

 

Nel lavoro di Antonio Marchetti Lamera (1964,Bergamo – Italy) la pittura è il punto d’arrivo di un processo creativo che muove dalla fotografia per includere, nelle sue fasi intermedie, soprattutto il disegno. Un procedimento, questo, che fa della fotografia e della pittura due media “re-inventati” e la fotografia, in particolare, è qui usata non solo come strumento meccanico, ma anche come mezzo finalizzato alla creazione di un processo nuovo che valorizzi quello pittorico.

Nell’ultimo ciclo pittorico intitolato “Urban Shadows” le forme definite dal disegno sono continuamente in divenire, si scompongono, interagiscono tra loro, diventano trama di un racconto, animazione, sorta di fotogrammi di una realtà che muta ogni istante il proprio aspetto: un mondo che si pone fra il visibile e il dissimulato. Una riflessione sulla mutevolezza inarrestabile dell’ambiente attraverso il variare delle ombre. La superficie del dipinto è rivestita da uno strato di colore cangiante che crea una sorta di pelle luminosa. A contatto con la luce, la materia pittorica subisce continui mutamenti, obbligando lo spettatore a lunghi tempi d’osservazione. Il risultato finale è uno spazio stratificato, dove le ombre si slabbrano, evaporano, fino a fondersi con l’ambiente.

In the work of Antonio MarchettiLamera (1964, Bergamo – Italy) painting is the culmination of a creative process which moves from photography to include, in its intermediate stages, especially the design. A process, this one, which makes the photography and painting two “re-invented” media and photography, in particular, is used here not only as a mechanical instrument, but also as a means aimed at creating a new process which enhances the pictorial one .

In the last series of paintings entitled “Urban Shadows” the forms defined by the design are constantly evolving, they break up, interact, become the plot of a story, animation, a sort of frames concerning a reality that constantly changes its appearance: a world that arises between the visible and the hidden. A reflection on the unstoppable mutability of the environment through the changing of the shadows. The surface of the painting is coated with a layer of color-changing which creates a sort of luminous skin. In contact with the light, the pictorial material is constantly changing, forcing the viewer to long periods of observation. The final result is a layered space, where the shadows chip their edge, evaporate, until they merge with the environment.